È un dispositivo usato, controllato e ripristinato in laboratorio: display, batteria, rete e funzioni principali vengono testati prima della vendita. Non è un telefono “nuovo di fabbrica”, ma è pronto all’uso e coperto da garanzia.
Quanto dura la garanzia?
Sui dispositivi ricondizionati Lombardo Shop la garanzia è di 12 mesi. L’assistenza è gestita dal laboratorio di Trecastagni (Catania).
Cosa significano i gradi A, A/B e B?
Indicano solo l’aspetto estetico. Il funzionamento è testato in ogni caso. Grado A: segni minimi. A/B: usura leggera. B: segni più evidenti, spesso al miglior prezzo.
Come funzionano spedizione e reso?
Spediamo in tutta Italia con consegna tipica in 48 ore. Hai 14 giorni di diritto di recesso secondo le condizioni indicate nelle pagine Spedizione e Reso.
Spedizione e reso
Consegna in Italia e reso semplice
Spedizione tipica in 48 ore e 14 giorni di diritto di recesso.
Quanti anni aveva il vostro figlio, nipote o fratellino quando ha ricevuto il primo smartphone? La risposta, sempre più spesso, è "dieci". Un'indagine Children's Worlds ripresa dall'INAPP su un campione di 4.750 minori mette nero su bianco che il 52,7% dei bambini di quinta elementare possiede già uno smartphone personale, e quando arrivano in seconda media quella quota schizza al 90,7%. Praticamente tutti.Insieme allo smartphone arrivano i social media, usati ogni giorno dal 74,8% dei dodicenni: in due anni, tra le elementari e le medie, il mondo digitale di questi ragazzi cambia completamente faccia. I dati più preoccupanti riguardano però il rapporto con la disconnessione. Il 32,5% degli studenti di seconda media ammette di aver provato a ridurre il tempo online senza riuscirci: non è pigrizia, è un segnale che qualcosa non funziona. E il 25% degli alunni percepisce che internet crea problemi nella vita di tutti i giorni, un dato che sale ulteriormente se guardiamo ai voti: la quota di chi registra peggioramenti scolastici legati al telefono passa dal 9,4% delle elementari al 17,4% delle medie. C'è persino un 5,5% di studenti che ha saltato pasti o ore di sonno pur di non staccarsi dallo schermo.Nei primi anni delle medie il 20,1% dei ragazzi riferisce conflitti quotidiani in famiglia causati dal cellulare. A pagare il prezzo più alto sono le ragazze: le incomprensioni legate al telefono passano dal 10,4% della primaria al 19,8% della secondaria. I ricercatori dell'INAPP spiegano il perché con queste parole: Le ragazze investono psicologicamente ed emotivamente di più nel successo relazionale, e quindi sono più sensibili a segnali di rottura o cambiamento nelle relazioni intime. I cali nei voti scolastici attribuiti allo smartphone colpiscono soprattutto gli studenti
I power bank magnetici hanno un problema strutturale: la ricarica wireless ad alta potenza scalda lo smartphone, che reagisce riducendo i watt accettati e allungando i tempi. Anker affronta il problema con una ventola integrata, uno strato di grafene e un sistema di raffreddamento attivo che tiene la superficie sotto i 36°C. Il risultato è un power bank da 10.000 mAh con ricarica wireless Qi2.2 fino a 25W, porta USB-C da 45W in ingresso e uscita, display e supporto integrato. La proposta è completa, con un "ma" importante: i 25W wireless sono appannaggio quasi esclusivo degli iPhone più recenti. Il MagGo Power Bank 2 Pro misura 70,9 × 105,15 × 17,8 mm e pesa 220 grammi. Non è pensato per stare agganciato al telefono tutto il giorno, ma per viaggiare in borsa ed essere collegato quando serve. Lo spessore è giustificato dalla ventola interna e dalla capacità da 10.000 mAh. Nella confezione ci sono il power bank, un cavo USB-C abbastanza corto, una custodia morbida da viaggio e la documentazione. Ovviamente per caricarlo dovrete avere un vostro caricabatterie (questo minuscolo di Anker da 45W potrebbe essere perfetto). Il supporto integrato è regolabile tra 0 e 80 gradi, testato per 5.000 cicli, e rientra completamente nel corpo quando è chiuso. Sulla scrivania permette di tenere l'iPhone in verticale o in orizzontale durante videochiamate e streaming. È probabilmente la funzione più utile nell'uso quotidiano, insieme al display che mostra in tempo reale potenza, temperatura, livello della batteria e tempo rimanente. Il display è molto visibile ed è comodo per capire se tutto sta funzionando correttamente. Qi2.2 è l'evoluzione dello standard di ricarica magnetica wireless che porta la potenza massima da 15 a 25W, ma la velocità reale dipende da ciò che il dispositivo colle
Arrivano nuovi dettagli in anteprima sul conto dei Samsung Galaxy Buds On, quelli che saranno i primi auricolari a clip dell'azienda coreana. Un formato che negli ultimi tempi ha conquistato diversi produttori, come avete potuto notare anche dalle tante recensioni che abbiamo prodotto. Ora abbiamo anche le prime immagini chiare del design dei nuovi Buds On e qualche dettaglio in più sulle funzioni previste. Le immagini trapelate grazie ad Android Headlines svelano già molto. Il funzionamento è quello tipico di questa categoria di prodotti audio. L'auricolare si aggancia all'orecchio su due lati, come fosse un orecchino. La parte più piccola, quella con l'altoparlante, va sul lato interno del padiglione auricolare, mentre l'elemento più grande si aggancia all'esterno. Sul corpo è visibile anche un microfono, quindi le chiamate sono ovviamente supportate. La tecnologia audio sarebbe basata sulla conduzione aerea open-ear: in pratica il suono viene diretto verso il condotto uditivo senza ostruirlo, lasciando l'orecchio completamente libero. Chi ha già provato prodotti simili di altri brand sa che il compromesso tra libertà del canale auricolare e qualità audio esiste e si fa sentire, dunque siamo curiosi di scoprire come Samsung abbia deciso di bilanciare questi auricolari. Tra le funzioni trapelate, alcune sono piuttosto interessanti. I Galaxy Buds On potrebbero supportare i gesti con la testa: annuire o scuotere il capo per avviare determinate azioni, probabilmente personalizzabili. C'è anche la regolazione automatica del volume in base al rumore ambientale: se entrate in un locale rumoroso, il volume sale da solo. E poi il rilevamento del sonno, con pausa automatica della riproduzione quando vi addormentate, più il supporto agli assistenti vocali, quasi certamente Gemin
Per anni gli smartphone di fascia alta sono diventati sempre più grandi, e usarli con una mano sola era una piccola impresa. Xiaomi 17 va nella direzione opposta: schermo da 6,3 pollici, formato compatto e hardware da top di gamma. Oggi lo trovi su Amazon a 949€ invece di 1099€, con uno sconto del 14% che segna il minimo storico per la versione 12/512 GB. Il punto di forza è l'equilibrio tra dimensioni ridotte e dotazione. Si impugna bene, sta in tasca senza ingombrare e non rinuncia a nulla di ciò che ci si aspetta da un top di gamma. Fotocamera Leica Summilux con apertura ƒ/1.67 e sensore Light Fusion 950: gestisce bene controluce, scarsa illuminazione e scene ad alto contrasto, con video fino a 8K. Snapdragon 8 Elite Gen 5 con 12 GB di RAM e 512 GB di memoria: è fluido e reattivo, senza lag, anche nel gaming. Batteria da 6330 mAh al silicio-carbonio, con ricarica cablata a 100 W e wireless a 50 W: con un uso normale arriva a fine giornata e spesso copre anche due giorni. Display AMOLED a 120 Hz con risoluzione 2656 × 1220: ottima la visibilità anche all'aperto. HyperOS con funzioni HyperAI come scrittura, ricerca e riconoscimento vocale AI, più 3 anni di garanzia del produttore. Il prezzo resta importante, anche se lo sconto attuale lo rende più accessibile, ma in ogni caso è inferiore ai modelli della mela al quale questo Xiaomi 17 è in parte "ispirato" anche nel design. A chi è consigliato Xiaomi 17 Xiaomi 17 è ideale per chi vuole uno smartphone potente ma compatto, da usare comodamente con una mano, senza scendere a compromessi su fotocamera, prestazioni e autonomia. Chi cerca un'alternativa ai flagship più piccoli di Apple o Samsung trova qui un comparto fotografico Leica, una ricarica rapidissima e una dotazione completa, a un prezzo che oggi è il più basso mai
All'interno della confezione c'è una sorpresa, ovvero la cover protettiva per la parte posteriore e per il fianco. È una soluzione efficace e che può davvero salvare il vostro smartphone in caso di cadute. Purtroppo non protegge la parte frontale dello smartphone. Oltre a questo troviamo ovviamente il cavo USB-C per la ricarica e lo scambio dati. Vivo X Fold 6 ha un'ottima qualità costruttiva, con un corpo in alluminio e un retro in plastica rinforzata in fibra di vetro. Questo gli ha permesso di rimanere comunque abbastanza leggero, ovvero 228 grammi. Non leggero in assoluto, ma sicuramente leggero per la categoria. In più abbiamo anche la certificazione IP59 per la protezione contro la polvere e contro l'acqua, anche ad alta pressione e ad alta e bassa temperatura. La cerniera è robusta, ma non è esageratamente dura nel resistere al movimento che gli si impone. In questo modo può rimanere aperta a tante angolazioni diverse, senza però compromettere la facilità di apertura. Lo smartphone è poi stato certificato per 600.000 aperture. Nel complesso il formato un po' più stretto e allungato è comodo nel quotidiano e in tasca è meno fastidioso rispetto ad uno smartphone più classico (e largo). Da aperto la cerniera mantiene rigida l'apertura facendo sì che l'utilizzo sia comunque saldo in ogni situazione. Non è il più sottile o il più leggero e in mano può risultare anche un po' scivoloso, ma comunque è un dispositivo ben costruito e che si fa apprezzare sotto questo aspetto. La scheda tecnica di questo smartphone è quella di un vero smartphone premium. Vivo abbandona Qualcomm per Mediatek e qui troviamo un Dimensity 9500 Super a 3 nanometri con frequenza massima di 4,21 GHz e otto core. Il tutto supportato da un processore di immagine aggiuntivo Vivo V3+ e una GPU Mali-G1
Con il nuovo iPhone 18 Pro, Apple ha fatto un passo significativo verso il vecchio pallino di Jony Ive, cioè l'idea di trasformare lo smartphone in una lastra di vetro unica, senza notch e senza buchi. Su questo modello, infatti, il modulo Face ID è ora nascosto sotto il display, senza che si veda nulla, con una conseguente riduzione della Dynamic Island. La tecnologia che permette tutto questo è più ingegnosa di quanto sembri e oggi vediamo in modo più approfondito il suo funzionamento. La sfida tecnica, infatti, non era per niente banale. La luce infrarossa usata dal sistema Face ID per mappare il volto non riesce a passare attraverso i pixel di un display. Bisognava trovare un modo per creare dei varchi tra i pixel, abbastanza grandi da far transitare la luce IR, ma abbastanza piccoli per non essere visibili a occhio nudo.La soluzione di Apple è stata ridisegnare il layout dei pixel in quella zona specifica del pannello, aumentando gli spazi tra loro. Per questo movito, la densità di pixel sopra il modulo è dimezzata rispetto al resto dello schermo. iFixit lo ha documentato con foto al microscopio e Apple ha confermato il dato. Dimezzare la densità avrebbe però creato un secondo problema: quella porzione di schermo sarebbe risultata visibilmente più scura. Apple ha compensato aumentando la luminosità di quei pixel specifici e ha aggiunto un filtro per bloccare la luce visibile che potrebbe filtrare attraverso i varchi, nascondendo ulteriormente i componenti sottostanti.Alla fine, nella pratica il modulo TrueDepth è impossibile da individuare nella normale fruizione quotidiana. Nemmeno con la fotografia macro e variando i colori dello schermo o le condizioni di luce è stato possibile catturarlo in foto. Solo con un microscopio ad altissimo ingrandimento qualcosa si ri