È un dispositivo usato, controllato e ripristinato in laboratorio: display, batteria, rete e funzioni principali vengono testati prima della vendita. Non è un telefono “nuovo di fabbrica”, ma è pronto all’uso e coperto da garanzia.
Quanto dura la garanzia?
Sui dispositivi ricondizionati Lombardo Shop la garanzia è di 12 mesi. L’assistenza è gestita dal laboratorio di Trecastagni (Catania).
Cosa significano i gradi A, A/B e B?
Indicano solo l’aspetto estetico. Il funzionamento è testato in ogni caso. Grado A: segni minimi. A/B: usura leggera. B: segni più evidenti, spesso al miglior prezzo.
Come funzionano spedizione e reso?
Spediamo in tutta Italia con consegna tipica in 48 ore. Hai 14 giorni di diritto di recesso secondo le condizioni indicate nelle pagine Spedizione e Reso.
Spedizione e reso
Consegna in Italia e reso semplice
Spedizione tipica in 48 ore e 14 giorni di diritto di recesso.
Xiaomi 18 Pro Max nella sua versione globale è comparso nel database online di Geekbench AI, il noto strumento di benchmark, con numero di modello 2611FPNFAG. Non è un annuncio, ma è la conferma che il lavoro sul modello internazionale è già in corso e che le specifiche chiave sono ormai definite. Xiaomi ha già confermato che 18 Pro e 18 Pro Max arriveranno anche fuori dalla Cina, a differenza dei predecessori dello scorso anno. Con lo Xiaomi 18 Ultra cancellato, il Pro Max diventa di fatto il top di gamma assoluto dell'azienda per il 2027, e il fatto che sia apparsonel database di Geekbench AI sottolinea che il lavoro sul modello internazionale è ad ottimo punto e che le specifiche chiave sono ormai definite. Il prototipo testato monta lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, lo stesso chip della versione cinese, abbinato a 12 GB di RAM. In Cina il dispositivo è disponibile anche con 16 GB di RAM, ma non è ancora chiaro se questa configurazione arriverà anche sul mercato globale. Restano aperti altri due punti interrogativi importanti per chi vive in Europa: la capacità della batteria e le eventuali limitazioni imposte dalle normative UE. La versione cinese del 18 Pro monta una cella da 7.000 mAh, mentre il Pro Max arriva a 8.500 mAh, numeri da record per uno smartphone. Se questi valori resteranno invariati nella versione globale, sarà senz'altro una notizia molto positiva.Per il resto, abbiamo uno schermo principale AMOLED LTPO da 6,9 pollici con refresh rate a 120 Hz e luminosità di picco a 4.000 nit, un secondo schermo esterno da 2,9 pollici con le stesse caratteristiche, e un comparto fotografico con tre fotocamere da 200 megapixel, incluso un periscopico con zoom ottico 3.2x. Il sistema operativo sarà Android 17 con HyperOS 4.Insomma, sulla carta lo Xiaomi 18 Pro Max
Apple avrebbe chiesto ad alcuni fornitori di ridurre la produzione dei componenti destinati ai due modelli iPhone 18 Pro, dopo una domanda iniziale inferiore alle aspettative. A riportarlo è Nikkei Asia: per il solo mese di ottobre gli ordini di alcuni componenti sarebbero stati ridotti di almeno il 15% rispetto ai volumi inizialmente richiesti da Apple, con alcune fonti che parlano addirittura di tagli compresi tra il 15% e il 20%. L’aumento di prezzo potrebbe iniziare a pesare Uno dei fattori indicati dal report è abbastanza prevedibile: iPhone 18 Pro costa più del modello dello scorso anno. Alla base ci sarebbe soprattutto il forte aumento del costo delle memorie, spinto dalla crescente domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale e dei data center. È un problema che negli ultimi mesi non ha riguardato soltanto iPhone, ma anche Mac e iPad. Il tema delle memorie potrebbe aver inciso persino sulle caratteristiche finali dei nuovi modelli. iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max utilizzano 12 GB di RAM, la stessa quantità presente sugli iPhone 17 Pro, come confermato dai dati individuati in Xcode 27. Secondo una recente indiscrezione, Apple avrebbe però valutato inizialmente configurazioni da 16 GB prima di tornare sui 12 GB, probabilmente anche per contenere i costi in un momento particolarmente complicato per il mercato delle memorie. La ricostruzione resta un rumor, ma si inserisce bene nel quadro generale della supply chain di questo periodo. Quest’anno manca l’iPhone 18 “standard” Interpretare questi numeri come un semplice “iPhone 18 Pro vende male” sarebbe comunque troppo semplicistico. Apple ha infatti cambiato profondamente il calendario dei suoi smartphone: quest’autunno sono arrivati i modelli Pro e iPhone Duo, mentre iPhone 18, iPhone 18e e iPhone
Chi ha uno smartphone Xiaomi e vive in un ambiente misto, con qualche iPhone in famiglia o tra colleghi, vive sicuramente la scomodità dello scambio di file tra i due ecosistemi. In loro soccorso arriva proprio HyperOS 4, il nuovo SO di Xiaomi debuttato sullo Xiaomi 18 Pro Max, il quale prova a risolvere il problema a muso duro. Stando a quanto riporta GSMArena, la nuova versione del sistema operativo introduce una integrazione diretta con iPhone che va ben oltre il semplice trasferimento di file: parliamo di sincronizzazione bidirezionale di foto, messaggi, contatti e pagine web, ma anche di notifiche in tempo reale e risposte ai messaggi dall'altro dispositivo.Immaginate di ricevere un messaggio sul dispositivo Apple e potergli rispondere direttamente da quello Xiaomi, o viceversa. Gli album fotografici su cloud sono accessibili da entrambi i dispositivi, senza dover passare da app di terze parti o procedure manuali. È una funzione che, se funziona come promessa, risolve uno dei punti di attrito più fastidiosi tra i due mondi.Chi ha anche un Mac o un iPad può fare un passo in più: tramite l'app Mi Connect Desktop è possibile controllare lo smartphone Xiaomi direttamente dallo schermo più grande del computer Apple, un po' come funziona il controllo degli smartphone Android da Windows 11.Ci sono però due requisiti indispensabili per usare queste funzioni cross-sistema: L'app di connettività Xiaomi installata su entrambi i dispositivi Un account Xiaomi condiviso tra i due smartphone Il secondo punto potrebbe essere un ostacolo per chi non vuole creare o condividere un account Xiaomi, ma è il prezzo da pagare per questo livello di integrazione.Il rollout su larga scala di HyperOS 4 è atteso per il 15 ottobre, speriamo solo che l'esecuzione sia all'altezza.L'articolo Hyper
Se personalizzate il vostro Android con widget fatti a mano o avete mai usato Smart Launcher (sviluppato tra l'altro dall'italiano Vincenzo Colucci), probabilmente conoscete anche KWGT, il creatore di widget personalizzati che da anni è un punto di riferimento per chi vuole uno schermo home davvero unico. Ebbene, i team dietro questi due strumenti hanno appena annunciato una fusione: nasce Wild Pixels, un nuovo brand che unisce le forze delle due realtà.La notizia è arrivata tramite un Reddit AMA condiviso dai due team, che hanno spiegato le motivazioni e i piani futuri. Non si tratta di una semplice collaborazione commerciale, ma di una fusione formale, anche se il processo non è ancora completato. Il motivo principale della fusione è tecnico: costruire integrazioni più profonde tra Smart Launcher e KWGT sarebbe stato molto più difficile restando due entità separate. Insieme, i due team puntano a creare strumenti che funzionino bene non solo tra loro, ma anche con launcher di terze parti, ampliando il pubblico potenziale.Tra le prime cose in cantiere c'è una UI più semplice per KWGT: chiunque abbia mai provato a creare un widget con questo strumento sa che la curva di apprendimento è ripida. Frank di Kustom Industries (creatori di KWGT) ha confermato che semplificare l'interfaccia è uno degli obiettivi prioritari. Ha anche accennato che una UI in stile Liquid Glass, il design fluido e traslucido che Apple ha introdotto con iOS 26, è già in fase di valutazione.Sul fronte economico, Wild Pixels promette bundle più convenienti rispetto all'acquisto separato delle due app, e un linguaggio di design unificato tra i prodotti. I primi aggiornamenti, però, si concentreranno su piccole ottimizzazioni: niente rivoluzioni immediate, ma una base più solida su cui costruire.Insomma
Immaginate di comprare uno smartphone nuovo, accenderlo per la prima volta e scoprire che è già compromesso prima ancora di aver installato una sola app. I ricercatori di sicurezza di Bitdefender hanno documentato una campagna malware, battezzata Midnight Mimosa, che colpisce smartphone Android economici basati su chip MediaTek. Il bello è che il malware è già dentro il firmware del dispositivo, installato da qualcuno nella catena di distribuzione prima che il telefono arrivi nelle vostre mani.La cosa che rende questa minaccia particolarmente insidiosa è che non si può disinstallare. L'unico modo per liberarsene sarebbe una pulizia a livello di firmware, operazione fuori dalla portata della stragrande maggioranza degli utenti. Il tutto orbita attorno ad un'app di sistema mascherata, chiamata com.android.system.lite, che si presenta con l'etichetta generica "System" e nessuna icona visibile. Dall'esterno sembra un componente legittimo del sistema operativo Android. In realtà, secondo Bitdefender, è un abilitatore silenzioso con privilegi di sistema completi, dunque può installare e rimuovere app, concedere permessi ad altre applicazioni e caricare codice remoto, tutto senza che l'utente veda o senta nulla. Per fare questo, il malware disabilita temporaneamente il Google Play Store (e con esso Play Protect, lo scanner di sicurezza di Google) ogni volta che deve installare un'app malevola, per poi riattivarlo subito dopo. In questo modo evita il rilevamento in tempo reale. Come se non bastasse, alcune versioni del malware falsificano persino la provenienza delle app installate, facendole risultare scaricate dal Play Store anche quando non lo sono.Il sistema installa e rimuove continuamente un portfolio rotante di app nascoste, tra cui finte app di blocco schermo, meteo, ge
Nel secondo trimestre del 2026, iPhone ha superato Samsung nelle vendite di smartphone effettuate attraverso gli operatori telefonici, raggiungendo il 37% del segmento e diventando così il primo brand in questo specifico canale. Il dato arriva dall’ultimo report di Counterpoint Research e diventa ancora più interessante se confrontato con quello dello scorso anno: nel Q2 2025 Apple controllava il 33% del mercato degli operatori europei, mentre Samsung era nettamente davanti con il 39%. In dodici mesi la situazione si è completamente ribaltata, con il gruppo coreano sceso al 34% e Apple salita di quattro punti percentuali. Nel secondo trimestre del 2026 le vendite complessive di smartphone in Europa sono diminuite dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma il calo non è stato uniforme. Il mercato cosiddetto “open”, quindi quello che comprende principalmente i dispositivi acquistati senza passare dagli operatori, è sceso dell’11%, mentre le vendite tramite carrier hanno limitato la contrazione al 4%. La spiegazione va cercata soprattutto nella particolare situazione che sta attraversando il mercato degli smartphone nel 2026. L’aumento dei prezzi delle memorie sta colpendo soprattutto i dispositivi economici e di fascia medio-bassa, sui quali il costo dei componenti pesa molto di più sul prezzo finale. Counterpoint ha rilevato che nel secondo trimestre i prezzi delle memorie per smartphone sono cresciuti addirittura del 300% su base annua, tanto da superare il costo del SoC in tutte le fasce di mercato. Gli operatori europei sono relativamente protetti da questa situazione perché vendono una percentuale maggiore di smartphone premium, spesso attraverso contratti e pagamenti rateali, ed è proprio qui che Apple parte con un vantaggio evidente. Counterpoint av